ApplePay P2P, perché per noi è una buona notizia

Apple rompe gli indugi e per rafforzare ApplePay sta sviluppando un servizio di trasferimento del denaro P2P tra possessori di iPhone.
In effetti la piattaforma di pagamento, ideata da Apple ad ottobre del 2014,  arranca un po’ anche negli Stati Uniti, dove soltanto il 17% degli iPhone 6 in circolazione transa con ApplePay mentre la società continua a stringere accordi con le banche per il supportano della piattaforma, ad oggi a quota 400.

A Cupertino evidentemente si sono accorti che per far decollare la piattaforma per l’acquisto di beni e servizi è necessario implementare il suo utilizzo a livello P2P, come ha dimostrato il successo di numerosi casi, tra i quali non possiamo non citare l’italiana Satispay che disintermedia i pagamenti anche rispetto ai circuiti delle carte di credito e debito.

Nulla di nuovo quindi: si tratta di inviare di inviare denaro con la stessa facilità con cui si inviano messaggi, probabilmente implementando il servizio iMessage che ha rivoluzionato l’invio di messaggi attraverso la rete internet con chiunque abbia un dispositivo iOS o un Mac.

Ma è un segnale da non sottovalutare, gli OTT, Facebook e Google compresi, sono sempre più attenti a soluzioni P2P per un effetto leva sui propri wallet. Perché è una buona notizia per noi? Perché il 63,6% degli italiani (30,6 milioni di persone) accedono a internet tramite smartphone, con un trend di crescita che in un anno è cresciuto di circa il 20% (fonte: audiweb giugno 2015). Insomma proprio la semplicità di scambio di denaro prima di tutto tra conoscenti, sarà il miglior contributo alla diffusione di una cultura dell’epayment in Italia.

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