Miztas sorgenti di cambiamento

Domani parteciperò a Cagliari all’evento “Intelligenza connettiva”, organizzato da Mitzas — sorgenti di cambiamento.

Tre giorni di riflessione ad altissimo livello sulla “pratica della moltiplicazione delle intelligenze le une in rapporto alle altre all’interno del tempo reale di un’esperienza”, per dirla con le parole del sociologo belga Derrick de Kerckhove.

Se pensiamo alla società sempre più interconnessa dei giorni nostri, è un tema sicuramente stimolante. Del resto, le connessioni sempre più immediate tra le persone hanno aperto nuove frontiere fino a qualche anno fa del tutto inimmaginabili: pensiamo, ad esempio, al mondo della sharing economy e ha tutto quello che ne consegue.

Interverrò in un panel sul progetto Digipay4growth, finanziato dalla Commissione Europea, che sostiene i circuiti di moneta complementare su piattaforma digitale in diversi Paesi europei. L’Italia è rappresentata dall’esperienza di Sardex, il circuito di moneta complementare sarda diventato velocemente un caso di successo internazionale.

Ecco quindi disvelato un primo equivoco: la moneta complementare non è l’anticamera dell’uscita dall’euro, ma se utilizzata correttamente può addirittura esser utile a un suo rafforzamento.

La funzione della moneta complementare, intesa come mutual credit currency, infatti, è proprio quella di rilanciare l’economia in un momento di stagnazione o di recessione come l’attuale, in cui manca la liquidità e c’è un’enorme difficoltà di accesso al credito.

Faccio un esempio concreto. Un’impresa vanta un credito di un milione di euro nei confronti di diversi debitori, i quali a loro volta non riescono a saldare il debito perché a loro volta creditori di altri soggetti. Sappiamo bene quali sono le conseguenze che possono derivare da una situazione del genere: blocco della produzione, giudizi e decreti ingiuntivi, possibile default di qualcuna di queste imprese nel caso in cui le stesse non godano di linee di credito presso le banche o non abbiano l’adeguata potenza finanziaria. Con la moneta complementare, rendendosi possibili compensazioni di credito tra soggetti non legati direttamente da un contratto, è come se si fludificasse il sistema. L’economia ne beneficerebbe, le imprese avrebbero maggiori risorse da investire, con le inevitabili positive ricadute sul settore occupazionale.

L’applicazione a livello sardo del progetto Digipay4growth è proprio su questa linea ed è particolarmente interessante perché interessa la PA. Infatti, la Regione Sardegna potrà pagare i suoi creditori (quelli che aderiscono al progetto) attraverso crediti in moneta complementare, dopo aver istituito un fondo di garanzia,  che dopo 90 giorni verranno convertiti in euro. In questi 90 giorni le aziende possono procedere con scambi di beni e servizi, in cambio di crediti verso la Regione.

Proprio nei mesi scorsi ho depositato una proposta di legge, il cui esame deve ancora iniziare in commissione, che si propone di regolare proprio il settore delle monete complementari.

Sono convinto, innanzitutto a tutela di utenti e dei circuiti più virtuosi, che una regolamentazione sia non solo necessaria, ma anche urgentissima.

Allo stesso modo è quanto mai necessaria e urgente una regolamentazione armonizzazione europea. Quanto più e ampio il settore in cui può operare la camera di compensazione, tanto più facile è la possibilità che debiti e crediti siano compensati.

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